La musicoterapia viene intesa come uno strumento riabilitativo che permette e agevola momenti di comunicazione tra coloro che sono portatori di un deficit cognitivo e il mondo esterno e riattiva l’attenzione al bello, al piacere e al proprio benessere.
Come afferma Riccardo Piccioni presidente dell’Istituto Ospedaliero Sospiro: “in un mondo che con la multimedialità ha rotto tutte le barriere dello spazio, vi sono persone che non riescono a comunicare; anche loro hanno diritto a stabilire relazioni e cercare momenti di scambio e far si che il suono diventi parola, il suono diventi messaggio, il suono diventi linguaggio”.
Il compito della musicoterapia è, infatti, quello di trovare un canale di comunicazione arcaico, preverbale; non più solo ascolto ma produzione spontanea di suoni nel tentativo di recuperare, almeno in parte, la capacità comunicativa. La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l’integrazione intra e interpersonale e di conseguenza possa migliorare la qualità della vita grazie a un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico. Il musicoterapeuta è quindi un tramite attraverso il quale l’anziano si apre “tirando fuori” le proprie emozioni.
Poter manifestare le proprie emozioni e attivare una modalità di espressione e linguaggio alternativa, permette alle persone che normalmente ne sono private a causa di deficit cognitivi e fisici di ridurre sentimenti di frustrazione, angoscia, ansia e comportamenti aggressivi.