La richiesta di nomina di AdS avviene tramite la presentazione di un ricorso al GT, il quale si occupa sia della nomina sia della verifica della gestione. Il ricorso è presentato in carta libera, con una marca da bollo da € 8,00, al GT e non vi è l’obbligo di farsi assistere da un legale; si precisa che è invece opportuno farsi assistere dall’avvocato, qualora sussistano importanti conflitti famigliari o nel caso in cui si necessiti della gestione di ingenti patrimoni (se ne ricorrono le condizioni, è possibile richiedere il patrocino gratuito a spese dello Stato: possono essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato coloro i quali godono di un reddito imponibile, ai fini dell’imposta personale sul reddito risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore a € 10.628,16 per l’anno 2009; tale importo viene aggiornato di anno in anno - per eventuali ulteriori informazioni in merito è necessario rivolgersi all’Ordine degli Avvocati - Via San Martino della Battaglia n. 18 - tel. 030/41503). I soggetti che possono proporre azione formale per promuovere la nomina dell’AdS sono i seguenti (artt. 406, 417 C.C.): - il beneficiario (è legittimato a proporre il ricorso colui che ritiene di essere in difficoltà nella gestione della propria vita, per malattie che sono causa di una ridotta autonomia, o perché con l’età sopraggiungono impedimenti a compiere alcuni atti, con il rischio di gravi pregiudizi o di esporsi a raggiri; lo stesso beneficiario potrà quindi, nel proporre il ricorso, indicare la persona che si occuperà di lui quando non sarà più in grado di farlo da solo);
-    i parenti entro il 4° grado in linea retta e collaterale, il coniuge, gli affini entro il 2° grado, e i conviventi stabili del beneficiario (non sono comprese le badanti);  
-    il tutore o il curatore congiuntamente all’istanza di revoca dell’interdizione e inabilitazione;
-    i responsabili dei servizi sociali e sanitari o direttamente impegnati nella cura e assistenza della persona (obbligati al ricorso, oppure alla segnalazione al P.M., “ove a conoscenza di fatti tali da rendere opportuna l’apertura del procedimento”);
-    il Giudice Tutelare d’ufficio e il Pubblico Ministero.
Il ricorso può essere presentato da un ricorrente o da più ricorrenti (nel caso di famigliari e di responsabili dei servizi sociali e sanitari). Nel caso di più ricorrenti deve essere indicato un referente al quale fare pervenire le comunicazioni del Tribunale; lo stesso referente si dovrà occupare delle procedure del ricorso (es. notifiche).
Il ricorso per l’AdS deve indicare:
-    i dati del ricorrente (nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico, rapporto di parentela con il beneficiario); - le generalità del beneficiario (nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico e la sua dimora abituale) e le sue condizioni;
-    le ragioni per cui si chiede la nomina dell’AdS indicandole in modo esaustivo;
-    i nominativi e il domicilio - se conosciuti - del coniuge, del convivente in modo stabile, dei parenti entro il IV° grado e degli affini entro il II° grado;
-    eventuale nominativo della persona proposta come AdS;  Si deve inoltre indicare:
-    quali azioni il beneficiario è in grado di compiere da solo (es. gestione di piccole somme di denaro, indicando la somma mensile o settimanale)
-    quali azioni il beneficiario sia in grado di compiere con l’assistenza dell’AdS;
-    quali azioni il beneficiario non sia in grado di compiere e quindi debbano essere compiute dall’AdS in rappresentanza esclusiva del beneficiario (es. consenso informato, riscossione pensione e/o altre entrate, apertura e gestione conto corrente, pagamento di eventuali rette, affitti, cure mediche, assistenza infermieristiche e badanti, investimenti di eventuali risparmi in titoli, gestione di beni di proprietà del beneficiario, rapporti con l’autorità tributaria e con altri enti..). Nel ricorso il ricorrente, se trattasi di famigliare convivente del beneficiario, può chiedere di essere ammesso all’autocertificazione per dimostrare le spese sostenute.
Al ricorso è necessario allegare la seguente documentazione del beneficiario:
-    certificato integrale dell’atto di nascita (da richiedere al Comune di nascita);
-    certificato di residenza e stato di famiglia;
-    fotocopia documento d’identità del beneficiario;
-    documentazione medica (accertamento invalidità civile, relazione sanitaria, certificazione medica attestante le patologie e il grado di incapacità di intendere e volere o la totale incapacità);
-    documentazione sulle condizioni di vita personale (relazione sociale dei servizi ed eventualmente del servizio frequentato);
-    documentazione relativa alla situazione patrimoniale (pensione di invalidità, assegno di accompagnamento, pensione di reversibilità o ai superstiti, stipendi percepiti per attività lavorativa, rendite provenienti da affitti, somme depositate su conti correnti o investite, proprietà immobiliari, ecc.);
-    eventuale certificato che attesti l’impossibilità del beneficiario a recarsi in tribunale, anche in ambulanza, per la convocazione. Questo perché il GT, posto che deve comunque e sempre sentire il beneficiario, qualora lo stesso non sia trasportabile, si recherà al domicilio.
Deve essere inoltre allegata copia del documento d’identità del ricorrente.