Nel decreto di nomina l’AdS viene autorizzato a compiere esclusivamente gli atti di ordinaria amministrazione, mentre per il compimento degli atti cosiddetti di “straordinaria amministrazione” (indicati negli artt. 372, 374 e 375 C.C.) necessita di volta in volta di una specifica autorizzazione del GT, previa apposita istanza presentata per iscritto dall’AdS in cancelleria.  
Gli atti di questa natura sono i seguenti: Investimenti (art. 372 C.C.)
Acquisto di beni (art. 374 n. 1 C.C.) Quando s’intende procedere all’acquisto di un bene (ad esclusione di quelli necessari per i bisogni ordinari del beneficiario) e la spesa è superiore a quella mensile autorizzata dal Giudice Tutelare con il decreto di nomina, occorre richiedere al Giudice stesso una specifica autorizzazione.
Riscossione di capitali - Cancellazione di ipoteche e svincolo di pegni -  Assunzione di obbligazioni (art. 374 n. 2 C.C.) Accettazione e rinuncia di eredità, accettazione di donazioni e legati (art. 374 n. 3 C.C.)
Stipula di contratti di locazione ultranovennali (art. 374 n. 4 C.C.)
Promozione di giudizi (art. 374 n. 5 C.C.) L’AdS deve chiedere l’autorizzazione per promuovere giudizi, salvo che si tratti di azioni finalizzate alla conservazione e alla garanzia del patrimonio del beneficiario di natura urgente. L’AdS può invece difendersi dall’altrui iniziativa giudiziaria senza richiedere l’autorizzazione ed è pure libero di non partecipare attivamente al processo (cosiddetta contumacia). Con riferimento alle “azioni di stato” (separazione di coniugi, divorzio, ecc.), sono previste dal Codice Civile delle regole particolari per la tutela degli interdetti, che - qualora il GT lo ritenga opportuno in considerazione del grado di incapacità del beneficiario - possono essere applicate anche nell’ambito dell’amministrazione di sostegno. Nelle situazioni di maggior gravità al beneficiario viene nominato un curatore speciale, diverso dell’AdS, che lo rappresenta in tali giudizi.
Alienazione di beni (art. 375 n. 1 C.C.) Il termine alienazione indica la vendita, la permuta, ma anche la rinunzia alla proprietà (o ad altro diritto reale) e la costituzione di diritti reali di godimento. L’istanza di autorizzazione all’alienazione di un bene di rilevante valore, come ad esempio un immobile, deve essere motivata con particolare rigore, evidenziando le ragioni che impongono o rendono opportuna l’alienazione stessa (ad esempio l’impossibilità del beneficiario di vivere in quell’appartamento, o la necessità di ottenere liquidi per affrontare le spese di mantenimento del beneficiario, ecc.).  L’importo derivante dalla vendita dovrà quindi essere utilizzato secondo le modalità stabilite dal GT., che normalmente nell’autorizzare la vendita, incarica l’AdS di redigere un rendiconto specifico relativo all’operazione stessa.  
Ai sensi dell’art. 777 C.C. l’Amministratore non può invece effettuare donazioni per conto del beneficiario, essendo consentite - sempre previa autorizzazione del GT - solo le liberalità in occasione di nozze a favore dei discendenti del beneficiario stesso. Nel decreto di nomina il GT può però mantenere allo stesso beneficiario la capacità di effettuare donazioni entro limiti stabiliti.
Costituzione di pegni o ipoteche (art. 375 n. 2 C.C.)  
Divisioni e relativi giudizi (art. 375 n. 3 C.C.)  
Compromessi, transazioni e concordati (art. 375 n. 4 C.C.)